Noi Di Sala

Uomini e Donne di sala e cantina appassionati di questo mondo pur non essendo in prima linea, ma con lo spirito di uno di Noi di Sala.

Pepi Mongiardino

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La mia avventura professionale ha preso avvio agli inizi degli anni ’70, quando dopo gli studi artistici ed alcune brevi esperienze in diversi settori, ebbi l’occasione di incontrare, grazie al mio nuovo lavoro come ispettore generale della Pernod Italia, persone dotate di una sensibilità, intelligenza, talento e cultura, fuori dal comune. Queste, a più riprese ed in periodi diversi, hanno influenzato le mie scelte orientandole verso un mondo di eccellenza che, fino ad allora sconosciuto, è diventato da lì in poi, il mio stile di vita prima che la mia professione.
Il pensiero va a figure come Peppino Cantarelli, mio primo mentore, conosciuto tramite Franco Ganora, allora capo area della ditta Salengo, con cui ho condiviso giornate memorabili, non solo a Samboseto, ma in molti dei più grandi ristoranti ed enoteche di quegli anni, affezionati clienti di entrambi. Il contatto sempre più assiduo con questo nuovo mondo e gli insegnamenti del mio primo grande maestro, nelle lunghe notti e giorni passati insieme a degustare i prelibati piatti della sua cucina ed i vini dei più grandi produttori, mi fecero crescere, permettendomi di sviluppare una conoscenza critica ed una dialettica propositiva, indispensabili quando nel 1979, terminato il rapporto con la Pernod, fui incoraggiato proprio dallo stesso Cantarelli a trasformare la mia grande passione di ricerca e scoperta, rivolta a prodotti unici ed irripetibili, in un nuovo lavoro. Un Whisky, uno Champagne, un Cognac e via via, anno dopo anno, tutti gli altri prodotti, selezionati sempre in prima persona, con il mio gusto. Prodotti nuovi per l’Italia, non sempre facili, ma sicuramente scelti senza mai cedere a lusinghe meramente commerciali.

Ivano Antonini

  image10Classe 1973. Ricordato per essere un anno disastroso per i vini a livello planetario, ho passato parte della mia vita a cercare quel vino che potesse rappresentare degnamente il mio anno di nascita. Una sorta di segno zodiacale insomma. Dopo anni di ricerche e di grandi bottiglie finite nel lavandino, finalmente il mio sogno si è realizzato in una bottiglia di Champagne. E che Champagne! Dom Perignon Œnothèque 1973 riportava l’etichetta. A me piace immaginarmi un po’ così; impostazione professionale come la continuità delle minute bollicine di questa magnifica opera d’arte enologica, il sapersi modificarsi a seconda delle situazioni e dei cambiamenti, pur mantenendo le proprie idee di base. Il tutto in maniera briosa e con un pizzico di ironia. Dico sempre che nel nostro lavoro non bisogna mai prendersi troppo sul serio. Le ore che passiamo tra le mura di un ristorante, sono molte di più di quelle passate a casa propria, perciò bisogna evitare di cadere nella routine e svolgere il proprio lavoro con passione, cercando anche di divertirsi. Poi ci sono le manifestazioni, le degustazioni, le vacanze passate sempre nelle zone vinicole…Importante è stato di avere una compagna al mio fianco che ha condiviso tutto questo e che mi ha dato il dono più grande che la vita può riservare: mio figlio Niccolò.

A lui insegnerò quello che hanno insegnato a me, ovvero che il vino è un prodotto vivo e che non va raccontato con troppa seriosità. Ci vuole un linguaggio semplice, passionale e che deve coinvolgere emotivamente anche il tuo interlocutore. Per quanto riguarda il mio CV invece, recita che sono responsabile della cantina del Relais & Chateaux Il Sole di Ranco sul Lago Maggiore dal 1995. Sommelier professionista dal 1997 e relatore per i corsi AIS. Nel 2001 Miglior Sommelier di Lombardia, nel 2006 “Sommelier dell’anno” per la Guida dei Ristoranti de L’Espresso, Miglior Sommelier Professionista d’Italia 2008 e quarto classificato al Concorso del Miglior Sommelier del Mondo W.S.A. a Santo Domingo nel 2010. Un passato come collaboratore di Alessandro Masnaghetti per la Guida dei Vini de L’Espresso edizione 2003, mentre dal 2009 sono il curatore della Guida dei Vini on-line del portale Viaggiatore Gourmet-Altissimo Ceto. Come tutti, anch’io posseggo il mio motto: “La vita è troppo breve per bere vini cattivi, ma può essere anche troppo lunga per sopportare chi li produce…”

Alegher! 🙂

 

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